Quadrophenia (GB, 1979) di Franc Roddam. Con Phil Daniels (Jimmy Cooper), Leslie Ash (Steph), Mark Wingett (Dave), Philip Davis (Chalky), Sting (Ace), Ray
Winstone (Kevin), Garry Cooper (Peter), Toyah Willcox (Monkey), Kate Williams (la madre di Jimmy), Michael Elphick (il padre di Jimmy).
Bellissimo film di (de)formazione, con musiche anni Sessanta, prevalentemente dei Who, dal cui omonimo album del '73 deriva il titolo e il soggetto. Quadrophenia sembra un ideale e putativo seguito rabbioso di Tommy, ma, grazie alla regia di Franc Roddam, si apparenta più strettamente al free cinema dei primi anni Sessanta, che è poi il periodo in cui si svolge la vicenda del film. La regia meno svolazzante rispetto a quella di Ken Russell, la fotografia più livida rispetto al primo musical dei Who caratterizzano il realismo di questo film che ci racconta di un giovane visto allo stesso tempo con rabbia e tenerezza e di una generazione (My Generation risuona più d'una volta) compressa tra gli adulti conformisti e/o alcolizzati e una rivolta sociale che tarda a materializzarsi e si manifesta sotto forme distorte (gli scontri, magnificamente illustrati, tra mods e rockers di Brighton). Molto bravo il protagonista Phil Daniels (ma che fine ha fatto?) e buono il debutto cinematografico, in una particina, importante, di Sting. Solo per triste curiosità, riporto il giudizio critico di Morando Morandini: "...un cocktail di musica, rumore, schiamazzi, violenza, sesso, profanazioni, parolacce, all'insegna della nostalgia (redditizia) degli anni Sessanta con la loro rabbia ribellistica contro il sistema". Si commenta da solo.
Sulla regia di Franc Roddam
In questo film dimostra di sapere il fatto suo in quanto regista, forse uno dei pochi che negli anni Settanta hanno saputo far rivivere lo spirito del Free Cinema. Peccato che sia quasi scomparso ed abbia comunque avuto poche occasioni per far valere le proprie qualità.

Sete Sóis Sete Luas, il concerto del gruppo galiziano di musica celtica
australiani), anche quando intona versioni discutibili e personalissime di classici del blues e del rock, come The House Of The Rising Sun.
Chitarrista in erba, il piccolo JB compone canzoni sataniche e piene di parolacce. Preso a cinghiate ed invitato dal padre a pregare Dio, JB ha un'apparizione, appunto, di Ronnie James Dio, che gli affida la missione di andare a Hollywood per formare la più grande rock band di tutti i tempi. Dopo avere sbagliato posto quattro o cinque volte, avendo visitato tutte le Hollywood degli Stati Uniti d'America, JB giunge finalmente in California, dove conosce il chitarrista fallito KG, con il quale va alla ricerca di un magico plettro, appartenuto ad Angus Young, che sarebbe alla base del segreto del successo nella musica.
Manu Chao è sempre di moda, anche perché lui le mode, più che seguirle, le crea. Potrà rimanere antipatico, non si discute. Odiato da una parte per essere la colonna sonora del movimento no global e dall'altra perché, grazie alla musica, è diventato miliardario, José Manuel Thomas-Arthur "Manu" Chao, già leader dei Mano Negra, uno dei gruppi musicali più geniali e innovativi degli anni Ottanta, continua invariabilmente a sfornare album politicamente impegnati, musicalmente fatti bene e, allo stesso tempo, di successo (si può dire?) globale, con una formula abbastanza semplice e ormai collaudata. Alternando motivetti semplici e orecchiabili a pezzi più tirati e anche un po' incazzati, usando nei testi una specie di mantra da ripetere e che si ricordano dopo appena qualche ascolto, La Radiolina contiene pezzi che rimangono scolpiti dentro. Rainin' In Paradize, A Cosa (in duetto con Tonino Carotone, se non mi sbaglio), The Bleedin' Clown, Siberia, La Vida Tómbola (la seconda canzone di Manu Chao, dopo Santa Maradona, nell'album Casa Babylon dei Mano Negra, del 1994, dedicata al grande calciatore argentino, e dove Chao dice "se io fossi Maradona vivrei come lui, perché il mondo è una palla che si vive a fior di pelle"), alternati ad altre canzoni comunque valide, sono le punte di diamante di un lavoro che è sicuramente tra i migliori del 2007.