giovedì, 02 ottobre 2008

Quadrophenia (GB, 1979) di Franc Roddam. Con Phil Daniels (Jimmy Cooper), Leslie Ash (Steph), Mark Wingett (Dave), Philip Davis (Chalky), Sting (Ace), Ray Winstone (Kevin), Garry Cooper (Peter), Toyah Willcox (Monkey), Kate Williams (la madre di Jimmy), Michael Elphick (il padre di Jimmy).

Bellissimo film di (de)formazione, con musiche anni Sessanta, prevalentemente dei Who, dal cui omonimo album del '73 deriva il titolo e il soggetto. Quadrophenia sembra un ideale e putativo seguito rabbioso di Tommy, ma, grazie alla regia di Franc Roddam, si apparenta più strettamente al free cinema dei primi anni Sessanta, che è poi il periodo in cui si svolge la vicenda del film. La regia meno svolazzante rispetto a quella di Ken Russell, la fotografia più livida rispetto al primo musical dei Who caratterizzano il realismo di questo film che ci racconta di un giovane visto allo stesso tempo con rabbia e tenerezza e di una generazione (My Generation risuona più d'una volta) compressa tra gli adulti conformisti e/o alcolizzati e una rivolta sociale che tarda a materializzarsi e si manifesta sotto forme distorte (gli scontri, magnificamente illustrati, tra mods e rockers di Brighton). Molto bravo il protagonista Phil Daniels (ma che fine ha fatto?) e buono il debutto cinematografico, in una particina, importante, di Sting. Solo per triste curiosità, riporto il giudizio critico di Morando Morandini: "...un cocktail di musica, rumore, schiamazzi, violenza, sesso, profanazioni, parolacce, all'insegna della nostalgia (redditizia) degli anni Sessanta con la loro rabbia ribellistica contro il sistema". Si commenta da solo.

Sulla regia di Franc Roddam

In questo film dimostra di sapere il fatto suo in quanto regista, forse uno dei pochi che negli anni Settanta hanno saputo far rivivere lo spirito del Free Cinema. Peccato che sia quasi scomparso ed abbia comunque avuto poche occasioni per far valere le proprie qualità.

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categoria:musica, cinema
mercoledì, 16 luglio 2008

Il 27 luglio al Boschetto, piccolo parco collocato alla sommità del paese di Montescudaio (PI), ci attende un evento eccezionale, nell'ambito del festival Luar na lubreSete Sóis Sete Luas, il concerto del gruppo galiziano di musica celtica Luar na lubre, di livello internazionale. Il concerto è annunciato come gratuito.

Per chi non conoscesse i Luar na lubre, metto un paio di link a video ospitati su YouTube.

http://youtube.com/watch?v=d-xaCxwww5A

http://youtube.com/watch?v=M1NK1vhQNn8&feature=related

http://youtube.com/watch?v=63OeB5iv3oY&feature=related

http://youtube.com/watch?v=EucYNWiEsf8

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categoria:musica
lunedì, 14 luglio 2008

Emozioni e scoperte al Pistoia Blues di sabato 12 luglio. La scoperta principale, dopo l'ottima performance dei Nine Below Zero (ma non si adagiano un po' troppo a fare cover di altri artisti?) e quella dei Commander Cody, è stata indubbiamente quella del chitarrista australiano Tommy Emmanuel, virtuoso della chitarra acustica e maestro del fingerpicking. In pratica, è un uomo-orchestra: da solo e con il solo aiuto della sua consumatissima chitarra e al massimo di una spazzola da batterista jazz, sa dare vita a una serie di suoni e di emozioni che sembrano provenire da un ensemble musicale, anziché da quell'ometto con i capelli grigi sul palco. Emmanuel è un chitarrista che vive in simbiosi con il proprio strumento ed ogni sua nota trasuda feeling, riuscendo a regalare emozioni (stupendo il pezzo Initiation, dedicato agli aborigeni australiani), anche quando intona versioni discutibili e personalissime di classici del blues e del rock, come The House Of The Rising Sun.

Andy Timmons è un grande chitarrista, anche lui può essere definito un virtuoso, seppure della chitarra elettrica. Per chi se ne intenda un po', si potrebbe dire che sta a metà tra Gary Moore e Joe Satriani. Tecnica mostruosa, ma, anche se in misura minore rispetto a mostri come Malmsteen, una carenza di sentimento, forse anche dovuta al fatto che del classico trio blues/rock (chitarra, basso e batteria) nessuno canta, e quindi la performance interamente strumentale può risultare alquanto fredda. E tuttavia qualche passaggio chitarristico, come nel pezzo dedicato a Jimi Hendrix (Electric Gypsy), fa davvero sognare.

Poi sono arrivati i Deep Purple. Il mio era più un gesto d'affetto nei confronti di chi ha fatto sognare un ragazzo una venticinquina d'anni fa, che un'attesa di sentire un mito del rock. E anche una rimpatriata con alcuni amici, Luca e Francesco, con i quali avevo già visto i Purple sette anni fa, e con Stefano, che non vedevo forse da vent'anni. Però i vecchi leoni, anche se ormai Ritchie Blackmore ha abbandonato la baracca per volare verso altri lidi e l'età non consente più a Jon Lord gli strapazzi della vita da rocker, non si sono risparmiati: con la formazione ormai stabilizzata nel quintetto formato da Gillan, Glover, Paice più Steve Morse e Don Airey (tastierista che aveva già collaborato anche con i Jethro Tull), hanno dato vita a una prestazione di notevole valore. Quali canzoni sono mancate? Mah, così di primo acchito, a parte quelle del Mark III (la formazione con Coverdale al posto di Gillan), direi innanzitutto Child In Time, che non viene più proposta dal vivo per non compromettere definitivamente le corde vocali del cantante, in più direi Lazy e When A Blind Man Cries, che nel 2001 costituì una gradita sorpresa e un'alternativa più che valida a Child In Time. Va però detto che, a parte qualche pezzo del passato più recente, i Deep Purple hanno offerto una versione energizzata e cattiva di una vecchia canzone di In Rock (1970), come Into The Fire, che da sola, forse, valeva l'intero concerto. E poi, quando attaccano per la milionesima volta Smoke On The Water, c'è poco da dire: un brivido è corso dalla prima all'ultima fila della folla assiepata nella bellissima Piazza Duomo di Pistoia.

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categoria:musica, rock
sabato, 26 aprile 2008

Tenacious D e il destino del rock (USA/Germania, 2006) di Liam Lynch. Con Jack Black (JB), Kyle Gass (KG), Tim Robbins (lo Straniero), Ben Stiller (commesso del negozio di musica), David Grohl (Satana), Evie Peck (la madre di KG), Mason Knight (KG da bambino), Troy Gentile (KG da piccolo), Ronnie James Dio (sé stesso), Cynthia Ettinger (la madre di JB), Meat Loaf (il padre di JB), John C. Reilly (Sasquatch).

Chitarrista in erba, il piccolo JB compone canzoni sataniche e piene di parolacce. Preso a cinghiate ed invitato dal padre a pregare Dio, JB ha un'apparizione, appunto, di Ronnie James Dio, che gli affida la missione di andare a Hollywood per formare la più grande rock band di tutti i tempi. Dopo avere sbagliato posto quattro o cinque volte, avendo visitato tutte le Hollywood degli Stati Uniti d'America, JB giunge finalmente in California, dove conosce il chitarrista fallito KG, con il quale va alla ricerca di un magico plettro, appartenuto ad Angus Young, che sarebbe alla base del segreto del successo nella musica.

Musical e parodia del musical, con particolare ispirazione al Tommy di Ken Russell (tanti sono gli ammiccamenti al film inglese, ma anche al gruppo degli Who), Tenacious D e il destino del rock è riuscitissimo sia sul versante musicale che su quello della commedia. Sconsigliato, naturalmente ai bambini che devono fare la prima comunione, per il gran numero di parolacce, dette e cantate, il film del regista Liam Lynch (nato ad Akron, Ohio, la cittadina dei Devo, nel 1970) è una variazione sull'incarnazione musicale di Jack Black, quel Tenacious D, che è una sorta di Elio e le Storie Tese in versione yankee ed ancora più sboccata (il suo maggior successo s'intitola Fuck Her Gently). Ma Il destino del rock è anche molto di più: parodizza e cita affettuosamente un sacco di film, tra i quali Arancia meccanica, annovera alcune partecipazioni notevoli come quelle dei cantanti Dio e Meat Loaf, dell'ex batterista dei Nirvana (oggi Foo Fighters) Dave Grohl, che interpreta niente meno che Satana, e degli attori Tim Robbins (in una stupenda macchietta alla Capitan Uncino), Ben Stiller e John C. Reilly, il quale interpreta una specie di abominevole uomo delle nevi, dal quale il protagonista, in preda ai funghi allucinogeni, sogna di essere adottato. In più, c'è una colonna sonora da sballo, soprattutto per gli amanti dell'hard rock e dell'heavy metal. Debordante, come al solito, il protagonista.

Vedi l'inizio del film.

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categoria:musica, cinema, rock, heavy-metal
sabato, 05 gennaio 2008
Angelic Upstarts - Teenage Warning (1979)
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categoria:musica, punk
sabato, 29 dicembre 2007
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categoria:musica
giovedì, 20 dicembre 2007

The Pogues - Billy's Bones

LE OSSA DI BILLY

Billy girava con la formidabile vecchia banda

E distingueva uno dell'Arsenal da un azzurro del Tottenham

Noi staremmo un casino meglio se sapessimo

Dove le ossa di Billy riposano ora

Billy vide uno sbirro e lo colpì al ginocchio

E lo abbassò da uno e ottanta a uno e sessanta

Poi lo colpì dritto spaccato sul do-re-mi

Quello sbirro non avrebbe più messo su famiglia

Ehi Billy figliolo dove sei adesso, non sai che

Ora abbiamo bisogno di te

Con un ra-ta-ta e la vecchia riverenza

chissà dove le ossa di Billy

Riposano ora

Billy se ne andò con il contingente di pacificazione perché

Naturalmente gli sarebbe piaciuto un combattimento come si deve

Se ne andò dentro un vecchio furgone kaki

verso le sponde del Giordano

Billy vide gli Arabi e li mise in fuga come li ebbe

A tiro del suo mitra

Poi avvistò gli Israeliani, fece ra-ta-ta

E quelli scapparono come mer-da

Ehi Billy figliolo dove sei adesso, non sai che

Ora abbiamo bisogno di te

Con un ra-ta-ta e la vecchia riverenza

chissà dove le ossa di Billy

Riposano ora

Una notte se la spassò come ai vecchi tempi, ridendo e cantando

Sul confine del Libano

Tornò al campo conciato non troppo bene,

nemmeno riuscì

A vedere la città Santa

Ora Billy è là sotto il sole del deserto

e sua madre piange

Quando si fa mattino

E in tutto il mondo ci sono madri che piangono,

per i loro poveri

Cari ragazzi e ragazze morti

Ehi Billy figliolo dove sei adesso, non sai che

Ora abbiamo bisogno di te

Con un ra-ta-ta e la vecchia riverenza

chissà dove le ossa di Billy

Riposano ora

Fatti una vacanza come BIlly

Nato il lunedì

Sposato il martedì

Ubriaco il mercoledì

Impallinato il giovedì

Malconcio il venerdì

Morto il sabato

Seppellito la domenica.

(Trad. di Alberto Campo, da Poguesìe, Arcana, 1989)

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categoria:musica, punk
domenica, 18 novembre 2007

Bad Religion - Chasing The Wild Goose (album: Into The Unknown)

A caccia d'anatre selvatiche

C'era un uomo che sbatteva la testa contro il muro

ce la sbatté per vent'anni, ma quel maledetto oggetto non ne volle sapere di cadere

lasciò una vita onesta

lasciò una moglie disperata.


Milioni di milioni vanno a caccia d'anatre selvatiche stanotte

per conquistarsi la solitudine di cui andranno a caccia per tutta la vita

e quando la troveranno potranno solo sdraiarsi e morire

sembra che il gioco non valga la candela, a giudicare dal premio.


C'era una donna che aveva un uomo freddo come il ghiaccio

lui costruì quattro mura solidissime e ce la chiuse dentro

lei coltivò la solitudine

suo marito non poteva immaginare

che lei si sarebbe tolta il vestito

e si sarebbe suicidata senza tanto chiasso.

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categoria:musica, testi
domenica, 04 novembre 2007

Una delle traduzioni di canzoni più difficili che mi sia mai capitato di fare. A riprova che i testi degli Iron Maiden non sono mai banali. Comunque ci provo, anche perché in rete non sono riuscito a trovare un'altra traduzione.

Iron Maiden - Brighter Than A Thousand Suns

Noi non siamo i figli di Dio

Non siamo più il Suo popolo eletto

Abbiamo deviato dal sentiero su cui Lui ha camminato

Proveremo il dolore del Suo inizio

Dita d'ombra si sollevano in alto

Dita di ferro pugnalano il cielo deserto

Oh, ecco il potere della Terra

I vostri figli sono pronti per la caduta?

Serrando bene le mani giunte

Radete al suolo una città, costruite un inferno vivente

Partecipate alla corsa al suicidio

Ascoltate i rintocchi della campana

Fuori dall'universo, è nata una strana luce

Empia unione, trinità riformata

Questo sole giallo è il gemello cattivo

nel nero i venti lo liberano

Noi dormiremo nell'anima dentro

A un assedio si squarcia una vampata nucleare

Fuori dall'universo, è nata una strana luce

Empia unione, trinità riformata

Fuori del buio, più splendente di mille soli.

Seppellendo i nostri principi morali, seppellendo i nostri morti

Nascondendo la nostra testa sotto la sabbia

E=mc², non si riesce a collegare

Come abbiamo fatto Dio con le nostre mani

Qualsiasi cosa abbia detto Robert al suo Dio

Sull'aver fatto la guerra al Sole

E=mc², non si riesce a collegare

Come abbiamo fatto Dio con le nostre mani

Medagliette di Satana

Tutte le nazioni si stanno sollevando

Attraverso campane acide d'amore e odio

L'incertezza ci ha ridotto così.

Tutte le nazioni si stanno sollevando

Attraverso campane acide d'amore e odio

Confusione e Furore

Questo corpo li ha portati giù invano

Io predicavo una piccola preghiera

Nel bunker in cui moriremo

Siamo i boia che mentono

Bombardieri lanciati senza possibilità d'essere richiamati

Brevissimo avvertimento sullo sganciamento del missile

Date un'occhiata al vostro ultimo giorno

Immaginando che non avrete il tempo di piangere

Fuori dall'universo, è nata una strana luce

Empia unione, trinità riformata

Fuori dal buio...

Fuori dal buio...

Fuori dal buio, più splendente di mille soli

Padre santo abbiamo peccato...

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categoria:musica, rock, heavy-metal
sabato, 29 settembre 2007

Manu Chao, La Radiolina, 2007

manuchao_laradiolinaManu Chao è sempre di moda, anche perché lui le mode, più che seguirle, le crea. Potrà rimanere antipatico, non si discute. Odiato da una parte per essere la colonna sonora del movimento no global e dall'altra perché, grazie alla musica, è diventato miliardario,  José Manuel Thomas-Arthur "Manu" Chao, già leader dei Mano Negra, uno dei gruppi musicali più geniali e innovativi degli anni Ottanta, continua invariabilmente a sfornare album politicamente impegnati, musicalmente fatti bene e, allo stesso tempo, di successo (si può dire?) globale, con una formula abbastanza semplice e ormai collaudata. Alternando motivetti semplici e orecchiabili a pezzi più tirati e anche un po' incazzati, usando nei testi una specie di  mantra da ripetere e che si ricordano dopo appena qualche ascolto, La Radiolina contiene pezzi che rimangono scolpiti dentro. Rainin' In Paradize, A Cosa (in duetto con Tonino Carotone, se non mi sbaglio), The Bleedin' Clown, Siberia, La Vida Tómbola (la seconda canzone di Manu Chao, dopo Santa Maradona, nell'album Casa Babylon dei Mano Negra, del 1994, dedicata al grande calciatore argentino, e dove Chao dice "se io fossi Maradona vivrei come lui, perché il mondo è una palla che si vive a fior di pelle"), alternati ad altre canzoni comunque valide, sono le punte di diamante di un lavoro che è sicuramente tra i migliori del 2007.

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categoria:musica