Prime impressioni sul nuovo supermercato Coop di Cecina, Via Pasubio, il cui restauro è stato inaugurato lo scorso martedì 27 marzo.
- Il nuovo parcheggio si presenta bene, con una nuova segnaletica orizzontale, che però non disincentiva diversi automobilisti a posteggiare, come al solito, a cazzo di cane, tanto che, alla fine della spesa, è difficile uscire.
- Nonostante che l'ora (ci sono andato intorno alle 14,30) non sia quella di punta e pertanto l'affluenza sia abbastanza blanda, latitano i carrelli, cosa che, prima della nuova apertura, non accadeva mai, quanto meno a quest'ora un po' balorda. Che siano tutti a fare la revisione?
- L'ingresso è molto più ampio e spazioso rispetto a prima, tanto che il vecchio cliente che ancora non aveva visto la nuova struttura si deve aggrappare al carrello per non soccombere a un lieve capogiro. L'effetto di straniamento quasi brechtiano è accentuato da una vigilante arcigna, benché esteticamente non disprezzabile.
- Il reparto ortofrutta è stato rimescolato a dovere, tanto che non distinguo più le arance dalle mele (oppure sarà la tanto vituperata mezza stagione?). Per un po' si brancola con le mani per aria in cerca del cestino dove gettare il guanto di nylon, tanto che l'effetto visivo è quello di una squadra di chirurghi in attesa del bisturi.
- I salumi e i prodotti caseari sono custoditi dentro teche di vetro antiproiettile, tanto che i clienti, più che disporsi in fila si mettono in processione recitando rosari e inginocchiandosi davanti al prezioso San Daniele.
- E' stata creata una rigida distinzione tra carne di pollo e carne di maiale, forse in ossequio alla congrua presenza di musulmani in zona, oppure per evitare che il solito porco si lasci tentare da cosce e petti in bella vista.
- Presenza incombente di una lussuosa cantinetta nella quale giacciono i vini più preziosi, tanto da far vergognare i furtivi clienti che trasportano sul carrello, di contrabbando, cartoni di Tavernello.
- La zona riservata ai latticini è lasciata in leggera penombra, tanto da favorire, nell'ampio corridoio, incontri tra vecchi amici che non si vedevano da una vita e riunioni politiche a scopo sovversivo in stile Carboneria dell'Ottocento.
- Il reparto biscotti - succhi di frutta e bibite varie è stato allestito tirando a sorte gli spazi, in omaggio al caos che regola la civiltà contemporanea.
- Il reparto degli oggetti per la pulizia personale è illuminatissimo e colorato, in stile profumeria di lusso o boutique; intelligentemente gli scaffali sono bassi per evitare scene patetiche di donnine più larghe che lunghe che cercavano disperatamente di arraffare l'ultima confezione di lacca per capelli o di bagnoschiuma abrasivo per loia piuttosto resistente. In compenso, per prendere alcuni tipi di gel per capelli, bisogna sdraiarsi in terra. Sono stato osservato in cagnesco da un funzionario Coop mentre tentavo di afferrare un gel per rasatura.
- Il reparto libri è stato liberato dai reperti più vecchi e meno vendibili della collezione, quelli che affondavano le radici in quella comune ideologia che sta alla base della cooperazione in generale e delle Coop rosse (nonché toghe rosse e criminosa filiazione del PCI-PDS-DS-Ulivo-Romano Prodi, come ci ricorda spesso il Cavaliere): in sostanza sono state buttate al macero le opere invendute di Carlo Marx, Antonio Gramsci e Maurizio Costanzo.
- Il reparto cartoleria resta per me ancora inesplorato, causa presenza di due ingombranti commesse dotate di carrello anticliente curioso, che stavano nel mezzo fingendo di prezzare degli oggetti che poi alla cassa risulteranno invariabilmente sprovvisti di prezzo e/o codice a barre leggibile in modo da far fermare tutta la fila per chiamare un megadirettore Coop per farlo andare di corsa a vedere quanto costa il lapis che hai appena acquistato. Insomma queste due commesse stavano fra le palle.
- Alla cassa mancavano i sacchi grandi. In compenso sovrabbondavano i sacchettini tipo quelli per le sigarette oppure con le scritte dei mazzi di carte, tipo Dal Negro Treviso o Modiano Trieste. Il problema è stato metterci le pizze surgelate senza prima prenderle a morsi.
- Fuori dal supermercato sono scomparsi senegalesi e nomadi che ti chiedono gli uni di comprare accendini o calzettoni da ginnastica, gli altri di farti leggere la mano, e in alternativa si accontentano di prenderti il carrello, mandandoti a quel paese se ci hai messo meno di un euro. Sarà merito della fatalona in divisa? E quanto durerà?
