domenica, 20 settembre 2009

Albert Soboul, Storia della Rivoluzione francese, BUR, 2001, pp. 518.

“La rivoluzione è la guerra della libertà contro i suoi nemici”

Soboul, più che raccontare la Rivoluzione francese, la spiega. E fornisce delucidazioni tutt’altro che scontate, su concetti che, negli ultimi anni, sono stati messi più volte in discussione. Punto primo: fu vera rivoluzione, come intuì, il 14 luglio 1789, un cameriere di Luigi XVI, che svegliò allarmato il sovrano e, al suo dubbio – “è una ribellione?” – rispose “di più: è una rivoluzione, maestà”. Punto secondo: fu una rivoluzione essenzialmente borghese, come testimoniano i principi che, al di là delle enunciazioni (libertà, uguaglianza, fratellanza), furono tradotte in concreto, quale quello, consacrato dalle varie Costituzioni, della proprietà privata (ma il carattere borghese è dato anche dall’aver posto fine ai lasciti del feudalesimo ed avere edificato le basi di uno stato moderno). Punto terzo: il movimento rivoluzionario fu possibile perché si saldarono le idee dei Philosophes con la fame delle masse parigine e francesi. Un movimento che fu libertà come fu pane, perché la libertà è pane e viceversa. Questo ci spiega  Soboul, dicendoci qualcosa di più su cosa fu la Rivoluzione francese e su cosa siamo noi oggi.

postato da: Sasso67 alle ore 20:24 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    22 Settembre 2009 - 08:07
 
L'ho letto quanti anni fa, troppi, mi vergogno. Però per quel che mi ricordo, che palle, spiega spiega tutte spiegazioni economiche e non racconta quasi niente, ma s'era marxisti e andava bene così. Comunque la Rivoluzione Francese è un amore per la vita, e se ti può interessare te ne dico uno che ho letto da poco, Donald M. G. Sutherland, RIVOLUZIONE E CONTRORIVOLUZIONE, LA FRANCIA DAL 1789 AL 1815, il Mulino. Che secondo me è una bellezza.
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#2    26 Settembre 2009 - 12:52
 
Ti ringrazio. Ci penserò, anche se ero orientato al libro di Georges Léfebvre sulla Rivoluzione. Ma l'uno non esclude l'altro.
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categoria:libri, saggio