Le streghe (Italia, 1966). Ep. La strega bruciata viva di Luchino Visconti. Con Silvana Mangano (Gloria), Annie Girardot (Valeria), Francisco Rabal (Paolo), Massimo Girotti (l'invitato sportivo), Veronique Vendell (l'invitata bionda), Elsa Albani (un'amica), Clara Calamai (l'ex attrice), Marilù Tolo (la cameriera), Nora Ricci (la segretaria di Gloria), Dino Mele (Dino, il cameriere), Helmut Steinberger [poi Berger] (il domestico), Leslie French (l'industriale). Ep. Senso civico di
Mauro Bolognini. Con Silvana Mangano (la signora), Alberto Sordi (il camionista). Ep. La terra vista dalla luna di Pier Paolo Pasolini. Con Totò (Ciancicato Miao), Ninetto Davoli (Basciù Miao), Silvana Mangano (Assurdina Caì), Mario Cipriani (il prete), Laura Betti (il turista), Luigi Leoni (la moglie del turista), Ennio Antonelli (un giovane al suicidio). Ep. La siciliana di Franco Rossi. Con Silvana Mangano (Nunzia), Pietro Tordi (il padre), Tano Cimarosa (uomo della faida). Ep. Una sera come le altre di Vittorio De Sica. Con Silvana Mangano (Giovanna), Clint Eastwood (il marito), Valentino Macchi (uomo allo stadio), Paolo Gozlino (Mandrake).
Film ad episodi, prodotto da Dino De Laurentiis a lode e gloria della moglie Silvana Mangano, protagonista di tutti e cinque gli episodi. Si dovrebbe trattare di un film sulla figura della donna oggi, paragonata a quella delle antiche streghe. In realtà due dei cinque episodi (quello di Bolognini e quello di Rossi) sono barzellette o poco più, mentre sull'ultimo episodio, diretto da De Sica, è meglio stendere un velo pietoso, anche per l'incongrua presenza di uno spaesato Clint Eastwood. Gli episodi migliori sono il primo e il terzo. Quello di Visconti parla di una diva del cinema che scopre di essere incinta e vorrebbe tenere il bambino, ma viene sacrificata (bruciata viva sul rogo), insieme alla creatura, sulla pira della ragion di stato dello show business. L'episodio più riuscito, e giustamente più celebre, è quello di Pasolini, con Totò e Ninetto in surreale capigliatura roscia, alla ricerca di una seconda sposa per il fresco vedovo Ciancicato Miao. Trovata una modesta e onesta donna nella sordomuta Assurdina Caì, dopo il matrimonio subentrano nella coppia le misere aspirazioni borghesi ad una casetta più bella della squallida baracca in cui vive il nucleo familiare. Ecco quindi un tentativo di suicidio inscenato dalla donna a beneficio degli ingenui spettatori, nel quale, però, la povera Assurdina perde realmente la vita, salvo riapparire nel finale, dove rassicura Ciancicato e Basciù sul fatto che può ancora fare il bucato, preparare da mangiare e andare a letto con il marito. Tanto, come dice la morale del film «essere morti o essere vivi è la stessa cosa».
Le streghe è un film che si potrebbe, oggi, tranquillamente dimenticare, se non fosse per la macchietta offerta da Alberto Sordi (e che riprenderà, a ruoli invertiti, in un episodio dei Nuovi mostri) e per l'episodio di Pasolini, uno dei migliori "corti" della nostra storia cinematografica.