Loris Mazzetti, Il libro nero della RAI, BUR, 2007, pp. 420 € 10,20.
Usando come fulcro la vicenda professionale ed umana di Enzo Biagi, a partire dal famoso "editto bulgaro" di Berlusconi, Loris Mazzetti, dirigente RAI, coautore del programma televisivo Il fatto ed amico di Biagi compie un excursus sui misfatti RAI degli ultimi sei anni. Soffermandosi in particolare sulle figure quasi patetiche di Saccà, Baldassarre, Del Noce, solerti funzionari nell'obbedire all'ormai tristemente famoso diktat berlusconiano, Mazzetti svela un po' di magagne dell'azienda pubblica italiana, un tempo considerata la più grande industria produttrice di cultura del nostro paese. Secondo Mazzetti, la RAI è diventata, sotto le ultime presidenze e con consigli d'amministrazione totalmente asserviti alla politica (e al governo), un'azienda nella quale o ci si autocensura o si è censurati, un'azienda che non riesce più neppure a fare il proprio interesse (e il sospetto che abbia spesso fatto il gioco della concorrenza è forte), se lascia centinaia di milioni in risarcimenti nei confronti di dipendenti maltrattati o demansionati e se si priva di alcuni dei suoi personaggi di punta, come, appunto, Enzo Biagi. Basti pensare a quanto costò, in termini di mancati introiti pubblicitari, la soppressione del Fatto e la sua sostituzione (uno degli eventi più tragicamente grotteschi nella storia della RAI) con il programma Max e Tux: a parte i soldi dati a Biagi e ai suoi collaboratori per non fare più il programma, ci sono da calcolare quelli spesi prima per Solenghi e Lopez, poi quelli per i molto presunti surrogati di Biagi, Battista e Giannino, senza contare la perdita, ben più consistente, in introiti pubblicitari, dovuti al fatto che proprio dopo l'abolizione del Fatto, Striscia la notizia di Canale 5 registrò i suoi record d'ascolto.
Purtroppo, Mazzetti non è uno scrittore di professione e si sente nell'esposizione dei fatti, che colpisce negativamente per gli errori d'ortografia e le ripetizioni di particolari già detti, difetto che si ripercuote sull'attenzione del lettore. Leggendo Il libro nero della RAI monta la rabbia del cittadino italiano che oltre tutto è anche costretto a pagare il canone, ma soprattutto si nota la differenza con un giornalista che quando tratta queste materie è assolutamente imperdibile, e cioè Marco Travaglio. Il libro di Mazzetti, invece, è utile, ma sicuramente non indispensabile.

Anche le agenzie pubblicitarie hanno un'anima. Ed è l'anima pulsante di coloro che vi lavorano e, come tutti i lavoratori del mondo, aspirano a una posizione migliore (un vero ufficio anziché un cibicolo), sperano in una retribuzione più alta, temono di essere licenziati (lo spaventoso "volo alla spagnola"). Chiunque abbia lavorato in un ufficio, specie se di grandi dimensioni, sa che le dinamiche e i meccanismi descritti dall'americano Joshua Ferris (classe 1974) rispondono a ciò che effettivamente avviene tra i colleghi di lavoro. Era proprio questo che mi aveva spinto a comprare e poi a leggere questo romanzo che profuma di realtà. Ed è forse proprio questo - far capire al lettore che dietro alle campagne pubblicitarie che si vedono in tv, così come dentro ai grattacieli di settanta piani, vi sono persone vive che pensano e soffrono ogni giorno - che voleva dire il giovane romanziere, che non per caso narra tutta la storia con la prima persona plurale, senza identificarsi con nessuno dei suoi personaggi in particolare, ma comunicando che al di là delle invidie, delle ripicche e del mors tua vita mea che inevitabilmente si creano all'interno di un ufficio, i colleghi pensano e sentano come un'unica grande anima.
Alcuni componenti di una squadra di portavalori progettano una rapina ai danni della compagnia per la quale lavorano. Ma non tutti i colleghi sono complici.
Il questore Cardone utilizza metodi spicci per avere ragione della criminalità, incurante degli avvertimenti che gli vengono dal sostituto procuratore della repubblica. In particolare, il questore si oppone al pagamento dei riscatti nei casi di sequestro di persona. Gli si porrà un caso di coscienza quando sarà rapito proprio suo figlio e gli verrà richiesto il pagamento di un riscatto simbolico.
Lo scienziato Kris Kelvin è inviato presso la missione orbitante intorno al pianeta Solaris con lo scopo di chiuderla e riportare a terra i suoi tre occupanti. Giunto sul posto, però, Kelvin si accorge che sulla missione stanno accadendo strani fenomeni: Gibarian, il capo è morto, mentre i due superstiti sono soggetti ad assistere a strane apparizioni, apparentemente dovute all'influsso del misterioso Oceano di Solaris.
Il pretore Ciccio De Ingras soffre di mal di fegato, perché ogni giorno si trova a discutere varie cause patrocinate sempre dal pasticcione avvocato Franco Benenato, che, con i più svariati mezzi, molto spesso extragiuridici, riesce a far assolvere i propri clienti. Alla fine riuscirà a liberarsi del suo nemico scoprendo che questi non è neanche laureato, ma la liberazione avrà breve durata.
Il malavitoso napoletano di mezza tacca Pasqualino (detto Settebellezze perché, nonostante la sua bruttezza, ha sempre tante donne) si mette nei guai per vendicare una sorella finita al bordello: passerà dal carcere al manicomio, dall'esercito al lager nazista, ma, grazie alla sua pervicace volontà di sopravvivere, riuscirà a tornare a casa sano e salvo dopo la guerra.
per un disperato esaltato dal film del regista. Il quale, però, sospetta che dietro all'omicidio vi siano giochi di mafia, appalti e potere. Ma la realtà sfugge un po' a tutti.
Un certo Paradisi muore decapitato da una ruspa. Il commissario Peretti scopre che questa morte, così come altre che seguono a breve tempo, si ricollegano al rapimento di una bambina e al duplice omicidio di lei e suo padre, avvenuto circa un anno prima. Peretti indagherà per scoprire chi ci sia dietro a tutti questi assassinii.
Nel 2010 vengono raccontate le vicende, accadute dieci anni prima, di una ragazza taiwanese che sta con un tossicodipendente un po' psicopatico. I due si lasciano e si riprendono, finché la ragazza conosce un ragazzo giapponese e poi si mette con Jack, che lavora nella discoteca frequentata dalla ragazza.