I giorni dell'abbandono (Italia, 2005) di Roberto Faenza. Con Margherita Buy (Olga), Luca Zingaretti (Mario), Goran Bregovic (Daniel), Gaia Bermani Amaral (Carla), Sara Santostasi (Ilaria, la figlia).
Faenza insiste a fare film brutti. Questo, il suo ultimo, finora, è non soltanto brutto, ma anche inutile e falso. E non aggiungo disonesto, perché in fondo qualche buona intenzione, all'origine, c'era. Eppure, nonostante la presenza di due attori bravissimi come la Buy e Zingaretti (che comunque la loro parte la fanno fino in fondo), il regista si limita a mettere in scena le solite mossettine e crisi di nervi della moglie lasciata. L'intenzione di trattare un tema tanto angosciante naufraga nel già visto e nella parodia involontaria della famigliola da pubblicità televisiva.
Peccato, un'occasione d'oro sprecata malamente.

Ragazzi di vita ha una struttura più rapsodica e forse un contenuto meno sbozzolato, rispetto al successivo Una vita violenta (1959), dove un unico personaggio si sviluppa più classicamente per tutta la vicenda. Ma le tematiche che hanno reso grande - e fondamentale per la vita culturale italiana - Pasolini ci sono già tutte, e già sufficientemente sviluppate con la maestria del grande scrittore, grazie a una scrittura che fonde mirabilmente la lezione neorealistica con il lirismo prettamente pasoliniano (sviluppato poi anche nei primi film dell'artista), e produce alcune pagine memorabili.